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Collection Game 2020

Ho sempre pensato alla moda come una combinazione di elementi molto diversi tra loro. Il mio percorso formativo ha abbracciato sin dall’infanzia tecniche di ogni tipo. Ho imparato dalle nonne a tagliare, cucire, fare a maglia e ricamare. Dai nonni ho ereditato l’amore per il mare e la passione per le piccole invenzioni. Da mia madre ho appreso le tecniche pittoriche e decorative. Mio padre mi ha trasmesso il valore del rigore, della disciplina e dell'insegnamento. Al liceo ho coltivato la mia passione per la cinematografia e lo spettacolo. Il primo percorso universitario che ho scelto è stato in filosofia, prima di studiare Fashion Design al Polimoda di Firenze.

Questo percorso formativo molto particolare mi ha portato a maturare un mio personale concetto di moda come unione degli elementi che hanno segnato la mia vita. La moda é per me sperimentazione di forme, materiali, lavorazioni, narrazione, ricerca e continua progettazione.

Non amo gli scarti industriali, i vestiti invenduti, quelli che vengono trattati come merce usa e getta. Chi fa moda dovrebbe essere capace di andare oltre il futile, il mero senso estetico o i trends stagionali. Soprattutto un fashion designer non dovrebbe dimenticare mai il lato artistico del suo lavoro, perché la moda si fa davvero portatrice di un messaggio solo nel suo continuo dialogo con l’arte. Immagino che la moda viva nella comunicazione tra menti illuminate, in una stimolazione creativa continua. Del resto, le migliori idee sono nate dagli scambi di opinioni tra grandi artisti e intellettuali, come tra i letterati nel rinascimento, i filosofi greci e i grandi pensatori del passato. Questo è oggi il tassello mancante della moda, ciò che nella storia ha permesso ad abiti iconici di lasciare il segno ed essere ricordati in eterno.

La ricerca che porto avanti da sempre spazia dunque in diverse direzioni e abbraccia tutti gli ambiti della ricerca: d’archivio, storica, culturale, di materiali e forme, artistica, di linguaggio, tecnica, tecnologica, sostenibile e, perchè no, anche filosofica. Mi piace vedere la mia carriera come un’opera intellettuale e un esercizio di stile. Trovare qualcuno che comprenda questa visione e voglia farne parte è sempre stato molto difficile, in un mondo in cui si hanno della moda schemi e spazi ben definiti e i giovani designer hanno sempre più difficoltà ad emergere.

Ho incontrato Eligo Milano quasi per caso e sono rimasta colpita dal loro obiettivo di rivoluzionare la moda e il meccanismo retail. Selezionando brand di elevata qualità e sartorialità, Eligo ha dato vita ad una rete vendita che garantisce ai propri clienti uno stile unico sotto la guida di esperti Sartorialist. Ho scelto Eligo come showroom perchè era lo showroom che avrei voluto per me. Essere stata scelta da loro come brand è stata una soddisfazione. Così è nata la Collection Game.

Collection Game è una collezione di capi semi-sartoriali molto femminili, impreziositi con dettagli in maglia metallica e decorazioni dipinte a mano. Il gioco consiste nello scegliere combinazioni diverse di colli, maniche, lunghezze ed altri dettagli per costruire il proprio capo. La cliente può scegliere anche il tessuto con cui realizzarlo. Per completare l’opera è disponibile un campionario di disegni e colori con cui decorare i capi o la possibilità di inserire dettagli in maglia metallica per impreziosire il proprio acquisto.

Per acquistare la collezione è possibile prenotare un appuntamento con una Sartorialist dal sito di Eligo Milano e incontrarla in showroom o direttamente a casa propria. In ogni caso l’esperienza sarà unica.